Angelo Sterminatore, Franesco de Molfetta, 2013

Giochi, Francesco de Molfetta

“Immagini già molto conosciute e assorbite dalle masse sono le migliori quando vengono manipolate e diventano gioco, proprio perché sono le più diffuse dai media, l’elemento destabilizzante del mio intervento crea un cortocircuito ironico molto più efficace”.

Fatman, Francesco de Molfetta, 2013
FATMAN, 2013

Francesco de Molfetta è un artista milanese che nasce come regista di cortometraggi e insegnante di mimica teatrale mentre oggi, attraverso la scultura, ricrea situazioni spesso legate a luoghi comuni o a modi di dire. L’artista parlando di sé dice: “So per certo che il mio lavoro riguarda l’infanzia. La mia soprattutto. Credo che tutto abbia origine da lì. Quando da piccolo mi facevano la fatidica domanda ‘che cosa vuoi fare da grande?’, io non avevo dubbi, rispondevo: ‘il giocattolaio: voglio vendere i miei giocattoli’. In un certo senso è quello che faccio. Vendo giocattoli che parlano di me, della mia poetica e dei miei drammi. Resine, colori e plastiche prendono forma per trasmettere contenuto”.

A metà strada tra surrealismo e “new pop”, de Molfetta, in arte Demo, ha la capacità di rielaborare oggetti, elementi, materiali, affibbiargli un titolo azzeccato e creare così un vero e proprio racconto, in bilico tra l’immagine e la parola. Un’immagine acquisita, digerita, satura rinasce a nuova vita grazie all’artista. Com’era e com’è, l’originale non è proprio snaturato, ma arricchito di un alone di vitalissima ironia.

Unicono, Francesco de Molfetta, 2013
UNICONO, 2013

De Molfetta gioca la carta della provocazione, che è stata una mano vincente per la maggior parte degli artisti contemporanei del secolo scorso. Il risultato di tutto ciò è una grande comicità, gestita sapientemente, che induce verso una risata compiaciuta, consapevole dell’amaro dramma che porta in sé. Immaginiamoci di vedere una vecchia signora, vestita in abiti non consoni per la sua età, gonna corta, calze a rete, giubbotto di pelle, e trucco esasperato: la nostra reazione sarà sicuramente una grassa risata. Una risata di gusto. Ma se poi risaliamo al perché di quell’atteggiamento potrebbe essere che quella vecchia signora sia innamorata di un ragazzo trentenne e farebbe di tutto pur di conquistarlo, e per competere con le sue rivali giovani cerca di vestirsi al pari di loro. Ecco, la nostra risata sarebbe un po’ frenata. Sarebbe un riso compiaciuto e consapevole. È questo ciò che Francesco De Molfetta cerca di trasmetterci: una comicità trasparente dove si intravede e si intuisce il dramma di fondo.

Padre Pio-Vra, Franesco de Molfetta, 2013
PADRE PIO-VRA, 2013

Francesco de Molfetta and his toys

Francesco de Molfetta is an artist from Milan that begins as a director of short films and teacher of theatrical gestures, but now, through sculpture, recreates situations often linked to clichés or idioms. The artist says, speaking of himself: “I know for a fact that my work is about childhood. Mine in particular. I believe that everything originates from there. When I was little did the big question ‘what do you want me to be?’, And I had no doubts, I answered: ‘The Toymaker: I want to sell my toys’. In a way it’s what I do. Buy toys that speak to me, my poetry and my dramas. Resins, colors and plastics are shaped to transmit content. “Halfway between Surrealism and” New Pop “, de Molfetta, aka Demo, has the ability to reprocess objects, components, materials, give him an apt title and create a real and its story, poised between the image and the word. An image captured, digested, saturated reborn to new life thanks to the artist. What was and is, the original is not just distorted, but enriched a halo of very lively irony.

Etcì, Franceso de Molfetta, 2013
ETCì, 2013

De Molfetta plays the card of provocation, which was a winning hand for most of the contemporary artists of the last century. The result of all this is a great comedy, expertly managed, which leads to a smug laugh , aware of the bitter drama that entails. imagine seeing an old lady, dressed in clothes unsuitable for his age, short skirt, fishnet stockings, leather jacket, and exasperated trick: our reaction will certainly be a fat laugh. But if you then go back to because of that attitude it might be that the old lady is in love with a boy thirty and would do anything to conquer, and to compete with its younger rivals looking to dress like them. Here, our laughter would be a little braking. It would be a laugh of satisfaction and conscious. This is what Francesco De Molfetta tries to send: a transparent comedy where you can see and you can imagine the underlying drama.

Lourdes Vuitton, Francesco de Molfetta, 2013
LOURDES VUITTON, 2013

 

Credits: http://www.enquire.it/2010/09/22/intervista-francesco-de-molfetta/

Photo Credits: http://www.francescodemolfetta.info/