dollarstore-6-640x960

Benoit Paillè e il valore dell’oggetto

“I try to be more an artist than a photographer, I’m on the right way , I have just one lens.”

DollarStore, Benoit Paillè, 2013
DOLLARSTORE, 2013

Benoit Paillè è un giovane fotografo autodidatta di origini Franco-Canadesi. Il suo lavoro verte per la maggior parte su persone, ritratti, il mondo naturale e notturno. Tratta temi sociali e culturali, grazie alle sue conoscenze di varie realtà incontrate in seguito ai suoi numerosi viaggi intrapresi nel mondo. “DollarStore” è un progetto fotografico digitale piuttosto atipico per l’artista che sceglie di affrontare, per la prima volta, il tema della produzione di massa e l’impatto che può causare sulla società. Paillè ha creato una serie di immagini in cui ritrae i più banali giocattoli di animali che si trovano dei negozi a basso costo, ne ha modificato i colori e le forme, attribuendogli una nuova estetica e rendendoli quindi oggetti unici, opere d’arte.  La scenografia quasi eterea, composta da luci al neon e colori perlati, in cui sono immersi questi oggetti, è solo lo sfondo della polemica di Benoit Paillè. Trasformando questi oggetti seriali e commerciali in vere opere d’arte vuole porre attenzione sulle pessime condizioni di produzione e manodopera a basso costo a cui sono costretti i paesi da cui gli oggetti provengono.

DollarStore, Benoit Paillè, 2013
DOLLARSTORE, 2013
DollarStore, Benoit Paillè, 2013
DOLLARSTORE, 2013

Mentre tonnellate di oggetti usa e getta, privi di qualsiasi valore pratico o estetico, sono esposti nei negozi a basso costo non possiamo più ignorare le condizioni indecenti legate alla produzione di questi oggetti nelle mega-fabbriche estere. La storia recente è piena di tragici esempi in cui questi oggetti inutili vengono prodotti e il cui costo di vendita al dettaglio non ha assolutamente nulla a che vedere con il valore delle vite perse regolarmente nella catena di fabbricazione. Benoit Paillè dichiara del suo lavoro: “Io ho fatto domanda per ingrandire fino all’estremo il potenziale estetico di questi gingilli di plastica da un dollaro, rendendoli kitsch-aggressive, al fine di dimostrare l’assurdità della loro esistenza, con la speranza – forse illusoria – di generare una riflessione, o anche di trasformare l’atteggiamento dei consumatori. Nel mio progetto, cerco di rispondere alla richiesta di aiuto rilasciato da un operaio cinese di Shenyang. Ho intenzione di infiltrarmi nel circuito di consumo di massa stampando le mie foto in cartoline che distribuirò nei “DollarStore”, all’insaputa dei clienti che li troveranno, nei loro acquisti. Agendo attraverso i mezzi di comunicazione di immagine, spero di provocare una discussione sul valore degli oggetti, quando sono immessi in relazione alle loro condizioni di produzione, e quindi collegare l’immagine alla sua realtà concreta.”

DollarStore, Benoit Paillè, 2013
DOLLARSTORE, 2013

Benoit Paillè and the commercial value of the object

Benoit Paillè is a Franco-Canadian young photographer. His work focuses mostly on people, portraits, nature and nocturnal world. These social and cultural issues, thanks to his knowledge of different realities encountered as a result of his many trips made in the world. “Dollarstore” is a digital photography project rather untypical of the artist who chooses to deal with, for the first time, the theme of mass production and the impact it may cause on society. Paillè has created a series of images in which he portrays the most mundane of animal toys that are located in low-cost stores, it has changed their colors and shapes, giving it a new look and making them unique objects, works of art. The scene almost ethereal, composed of neon lights and pearl colors, in which they are immersed these objects, it is only the background of Benoit Paillè controversy. Transforming these serial and commercial objects into true works of art wants to focus on the poor of cheap production and labor conditions which have forced the countries from which the objects originated.

DollarStore, Benoit Paillè, 2013
DOLLARSTORE, 2013


While tons of disposable objects, devoid of any practical or aesthetic value, are exposed in low-cost stores we can no longer ignore the indecent conditions linked to the production of these items in the mega-foreign factories. Recent history is full of tragic examples where these useless items are produced and the cost of retail has absolutely nothing to do with the value of lives lost regularly in the manufacturing chain. Benoit Paillé says of his work: “I have applied to the extreme to enlarge the aesthetic potential of these plastic trinkets from a dollar, making kitsch-aggressive, in order to demonstrate the absurdity of their existence, with the hope – perhaps illusory – to generate a reflection, or even to transform the attitude of consumers. In my project, I try to answer the request for help issued by a Chinese worker of Shenyang. I plan to infiltrate the mass consumer circuit by printing my photos into postcards that will distribute the “DollarStore”, without the knowledge of customers who will find them, in their purchases. Acting through the means of image communication, hope to provoke a discussion on the value of the objects when placed in relation to their production conditions, and then attach the image to its reality.”

DollarStore, Benoit Paillè, 2013
DOLLARSTORE, 2013

Credits: https://www.behance.net/Benoitp

Photo Credits: https://500px.com/benoitp